#SabaTalk - non parliamone più


La #SabaTalk?

È morta - anzi, probabilmente non è mai neppure vissuta.

Sabato scorso, un impegno improvviso mi ha impedito di allestire l'appuntamento programmato su Twitter... e nessuno se n'è accorto.

Una conclusione triste, ma che purtroppo non mi ha stupito.

Nel corso di queste settimane, infatti:
  • Il 99% di chi prometteva di aderire puntualmente se ne scordava;
  • I pochi partecipanti (1 o 2 a chat) seguivano solo in parte, e senza attenersi alle regole;
  • Alcuni "disertori" pentiti iniziavano a interagire... a talk conclusa da ore;
  • Anziché migliorare, la situazione è andata peggiorando ad ogni incontro.
Ad ogni fallimentare tentativo cercavo di capire dove stessi sbagliando, confrontandomi con le chat più popolari.

Colpa degli argomenti trattati? Ma erano più o meno gli stessi discussi dagli altri.

Colpa di una promozione inefficiente? Ho aumentato i miei sforzi, senza risultato.

Colpa di un approccio poco coinvolgente? GIFs e umorismo a volontà, niente da fare.

Colpa del giorno e dell'orario scelti, allora?

Be', forse sì - in fondo il sabato pomeriggio è spesso impegnato da eventi dal vivo, e in ogni caso la gente è più propensa a uscire di casa... ma la decisione era stata presa basandomi proprio su un sondaggio condotto su Twitter, quindi cosa avrei dovuto fare?

Chissà.

Forse, semplicemente, le Twitterchat non sono (ancora) nel DNA degli utenti italiani; forse (e qui mi lusingo un po'), sono troppo in anticipo sul mio tempo!

A prescindere dalle cause, questi sono stati i risultati - e a questo punto non posso far altro che prenderne atto.

Addio #SabaTalk.

Nessuna tragedia - non è neppure il primo esperimento fallito di questo 2017.

Solo un po' di amarezza, e la voglia di investire ancora più tempo ed energie dove il mio impegno riscuote successo, ad esempio su Medium.


E dopo essermi lasciato alle spalle questo fail, vi auguro una buona settimana!

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