Caso #Aranzulla e la libertà di parola di un "tecnico"


Ci sono persone che nel corso del tempo acquisiscono una statura quasi mitica.

Veri e propri punti di riferimento per migliaia di utenti.

Questo, almeno, finché limitano i propri interventi pubblici nel ristretto ambito del proprio settore professionale.

Ne sa qualcosa Salvatore Aranzulla, guida d'elezione per moltitudini di pecorelle digitali smarrite (io per primo), che con un semplice post su Facebook si è ritrovato al centro di una querelle che lo ha portato persino fra i Trending Topics di Twitter!

Il casus belli?

La denuncia di uno spiacevole episodio avvenuto a Milano, ovvero un'aggressione subita da un uomo di colore durante un tragitto in tram.

Una situazione che ha richiesto l'intervento dei Carabinieri, ma che fortunatamente si è conclusa solo con un certo spavento.

Spavento che l'esperto ha affidato alle pagine virtuali del social network per eccellenza... dove però non sono mancate le critiche.

Alcune frasi, come: 

"una persona di colore, di quelle che salviamo dalla guerra..."

"Ma forse una riflessione più generale va fatta..."

seppur contestualizzate da un post scriptum molto chiaro contro ogni tentazione razzista, sono state sufficienti a scatenare la polemica.

Da una parte, i nemici del politicamente corretto plaudono alla specificazione etnica e aggiungono l'episodio al proprio arsenale argomentativo.

Dall'altra, gli avversari della xenofobia...

...tra cui, forse, qualche haters ben felice di ammantare di nobili sentimenti la propria disistima (o invidia?) per Aranzulla - già in passato vittima di attacchi personali.

Ora, al netto delle opinioni personali sulla vicenda, sarà interessante osservare l'effetto di quest'ultima sul "brand Aranzulla".

Ci sarà un boicottaggio?

Il suo sito web sarà invaso da utenti inclini alle discriminazioni?

Chissà.

Per quanto mi riguarda, fa fede la precisazione già contenuta nel post - nessuna volontà di generalizzare o di mettere in dubbio il dovere umanitario nei confronti dei rifugiati, ma solo molta paura.

Un sentimento che tutti abbiamo provato nella vita, magari in compagnia di persone italiane quanto noi, e che ciascuno dovrebbe essere libero di esternare - anche se non ha a che fare con l'immagine che gli altri si sono fatti di lui, anche se rischia di suonare impopolare.

In fin dei conti, al centro di ogni personaggio c'è sempre una persona, anche con le sue disavventure, il suo bisogno di comunicare, e magari anche con qualche post non del tutto ortodosso, perché no?

Insomma, libertà d'espressione per tutti - tanto per Aranzulla, quanto per noi...

...E meno male che i Twitteri sanno sempre alleggerire ogni situazione con la loro ironia:




E voi, cosa ne pensate?

Popular posts from this blog

#GiovaniDiOggi - Crescere a pane e WhatsApp

Un esodo MASTODONtico?