Monday, 6 February 2017

"Esperto" a chi?


Qualche giorno fa, su Medium, mi sono imbattuto in un bell'articolo di Mauro Ronci sulla figura del cosiddetto Esperto.

Esiste veramente, si chiede, oppure definirsi tale, soprattutto in questi tempi di cambiamento continuo, non è altro che un segno di presunzione?

Non si tratta di una questione banale - basta farsi un giro su LinkedIn per scovare decine e decine di sedicenti esperti, alcuni dei quali non propriamente amichevoli, specialmente nei confronti di chi avanza opinioni contrarie alle loro.

Per quanto mi riguarda, mi trovo d'accordo con l'autore del pezzo: il vero Esperto, nel pieno senso della parola, ovvero colui che conosce un dato ambito al 100%, semplicemente non esiste.

Ciò che invece esiste, aggiungerei io, è l'Esperienza - la quale però è in genere misurabile solo in senso relativo e specifico: Tizio è più esperto di me in Botanica, io sono più esperto di Caio nel fare riassunti, Sempronio e io siamo ugualmente inesperti in Astrofisica... e via dicendo.

Se poi usciamo dall'ambito accademico e professionale per considerare il vissuto personale di ciascuno, possiamo affermare di essere tutti degli esperti, in quanto portatori di un'esperienza unica e non riproducibile.

Partendo da queste premesse, diventa fin troppo evidente la necessità di un continuo scambio di saperi e idee fra i singoli individui - ed è proprio in questo ambito che la Rete può fare la differenza, mettendo in contatto fra loro persone che altrimenti neppure sospetterebbero di avere qualcosa da dirsi.

Tanto on- quanto offline, in ogni caso, è essenziale che la comunicazione si mantenga sempre biunivoca: fra persone di pari esperienza, attraverso il rispetto reciproco; fra chi ha livelli di conoscenza diversi, con l'incontro fra la disponibilità a imparare dell'uno e a insegnare dell'altro.

In entrambi i casi, non c'è spazio per guru saccenti e gelosi di ciò che sanno!

Tutti possiamo offrire qualcosa... e tutti stiamo ancora cercando qualcosa.


Non dimentichiamolo mai!