Chi SE(O) ne frega!



Questo è un post controverso - a partire dal titolo: non vorrei che lo fosse, ma tant'è.

Mi aspetto sguardi pieni di condiscendenza, battute sarcastiche, grida scandalizzate.

Eppure è così che la penso... almeno per quanto riguarda il mio blog.

A scanso di equivoci: io rispetto molto sia la Search Engine Optimization, sia i professionisti che se ne occupano.
Fino a un anno e mezzo fa, restavo perplesso da quel breve acronimo, che di tanto in tanto faceva capolino fra gli annunci di lavoro: grazie al Web, e alle tante persone - preparatissime - che lo animano, ho iniziato a capirci qualcosa.

Keyword, Link Building, penalizzazioni - tutti termini misteriosi che si sono fatti più chiari.

Eppure, sebbene comprenda l'interesse di aziende e professionisti, qualcosa mi è sempre sembrato stonato, ho sempre avvertito un vago disagio.

Dopo mesi di riflessione, sono riuscito a definire meglio i motivi della mia diffidenza verso la SEO - forse non vi giungeranno nuovi, ma diamo loro un'occhiata:


1 - Molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti


Ebbene sì - in tanti desiderano l'agognato posto al sole fra i primi risultati del motore di ricerca... ma siamo sinceri: quanti ci riescono?
D'altra parte, le posizioni in prima pagina sono limitate, in numero finito.
E se, come si dice, "Il miglior nascondiglio per un cadavere è la seconda pagina di Google", va da sé che la concorrenza sia spietata. Terribilmente spietata.
E sebbene l'uso delle long tail keywords possa venire in aiuto, non è detto che una soluzione del genere porti il traffico desiderato al nostro sito...
Se devo essere onesto, non so a quanti convenga tutta questa fatica - a meno che non si abbiano le risorse economiche e tecniche necessarie.


2 - Io sono Big G, dio tuo


Nota dolentissima, dal mio punto di vista: lavorare in ambito SEO significa non perdere di vista Google, neppure per un attimo.
Fonte suprema di autorità, dai subitanei capricci e dalla volontà indecifrabile - fonti ufficiali, semi-ufficiali, ufficiose, campate per aria... tutti dicono la propria, spesso contraddicendosi a vicenda, sull'ennesima modifica all'algoritmo (a sua volta più oscuro del Terzo Segreto di Fatima e della ricetta della Coca Cola messi insieme).


Opinioni da profano, certo - ma sufficienti a farmi dire:


Chi SE(O) ne frega!



Osceno e liberatorio.

Sia chiaro, non rifiuto la SEO in toto - le parole chiave e i link contano, ci mancherebbe!

Semplicemente, non sono disposto a dedicarle troppe energie...

...Energie che preferisco offrire a qualcosa di molto più importante, almeno per me: il Network.

Stringere legami sui social media, conoscere altri blog e chi li cura, scambiarsi visite e punti di vista, mettere in contatto persone diverse - sono attività molto più proficue per me.

Al posto dei concorrenti, degli amici "virtuali"; al posto del monopolio de facto di Google, un'ampia gamma di piattaforme da esplorare; al posto dello stress, il divertimento.

Nessuna corsa al primo posto, nessuna mors tua vita mea, anzi: più si è, meglio è!

Forse mi illudo, o forse no: ma se dovessi scegliere fra i due campi, saluterei la SEO per tuffarmi ancora più a fondo nella Socialsfera.

In ogni caso, preferisco dialogare con altri esseri umani che sbattere la testa contro le ubbie di Big G...


E ora, se sentite il bisogno di linciarmi, è il vostro momento! Ritenete che le mie idee siano sciocche? Volete difendere il valore della SEO?
I vostri commenti sono i benvenuti - coraggio!

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