Monday, 26 September 2016

Fra blog e diario


Molti blog hanno vita breve, spesso dalla conclusione improvvisa - qua e là per il Web, non è difficile imbattersi in post scritti anni fa, e seguiti da un lungo (e imbarazzante?) silenzio virtuale.

Per chi persevera, invece, il risultato può essere incoraggiante: decine e decine di articoli, magari allietati da un discreto numero di condivisioni e commenti.

Eppure, anche in questo caso può nascondersi un'insidia: mi riferisco al cambio d'opinione.

Mi rivolgo in particolare a chi scrive ormai da diversi anni: provate a scorrere a ritroso tutti i vostri pezzi, uno per uno.

Rispecchiano ancora tutti le vostre idee, i vostri atteggiamenti di oggi?

In almeno qualche caso, probabilmente no.

Ed è qui che ci si imbatte nel problema:




Per quanto mi riguarda, non trovo giusto procedere a un'epurazione a cuor leggero - in fin dei conti, un blog rappresenta anche un viaggio interiore, un cammino che fra l'altro non si percorre da soli: un vero e proprio diario di bordo.

Rimuoverne delle tappe mi sembra disonesto, e anche irrispettoso nei confronti di chi quegli articoli li ha letti, commentati e diffusi.

Cambiare idea è un diritto sacrosanto, nessuno dovrebbe mai metterlo in discussione - e proprio per questo motivo non dovremmo sentirci in imbarazzo per essersene avvalsi, non vi pare?

Molto meglio, secondo me, ritornare sull'argomento in un nuovo post, con un link a quello precedente, spiegando le ragioni che ci hanno portati dalla posizione precedente a quella attuale.

Allo stesso tempo, al vecchio post possiamo aggiungere un riferimento a quello nuovo, con un passaggio del tipo "da allora la mia opinione è cambiata...", o qualcosa del genere.

Non solo dimostreremo di possedere una certa flessibilità mentale, ma avremo trovato un ottimo spunto per un altro pezzo, soprattutto se in quel momento ci ritroviamo a corto di idee.

Niente male, vero?




E ora, come sempre, dite la vostra! Come lettori, o come autori, qual è la vostra esperienza?
I vostri commenti sono sempre i benvenuti, a presto!

Friday, 23 September 2016

#GiovaniDiOggi - terzo episodio



Eccoci - tutti in attesa del primo weekend d'autunno :)

Ma prima che scappiate, ecco il nuovo episodio dei #GiovaniDiOggi.

Vediamo cosa hanno fatto di bello i Millennials:
  • Da Varese, tre ragazzi, un caffè... e una startup da due milioni di euro: è la storia di Friendz - un'app e una Casa;
  • Chi pensa che i giovani siano privi di iniziativa o di principi, dovrebbe leggersi le testimonianze di questi due giovani statunitensi: rifiutare non una, ma ben due proposte da sogno nella Silicon Valley per inseguire la propria vocazione, e mettere la propria dignità davanti a un ottimo compenso - non tutti ci riuscirebbero! 
  • In questi giorni si parla tanto di bullismo e di tecnologia - ma se quest'ultima potesse essere parte della soluzione, invece che del problema? Una studentessa di Los Angeles ci ha creduto - e i risultati ci sono;
  • Infine, una diatriba sull'Inglese che riguarda un po' tutte le Lingue - i giovani le storpiano o le aiutano ad evolvere
E per questa settimana è tutto - come vedete, qualcosa di buono sugli under 35 lo si trova sempre :)




Se avete trovato qualche storia interessante che vorreste condividere, segnalatelo nei commenti :)
Buon weekend!

Tuesday, 20 September 2016

Chi SE(O) ne frega!



Questo è un post controverso - a partire dal titolo: non vorrei che lo fosse, ma tant'è.

Mi aspetto sguardi pieni di condiscendenza, battute sarcastiche, grida scandalizzate.

Eppure è così che la penso... almeno per quanto riguarda il mio blog.

A scanso di equivoci: io rispetto molto sia la Search Engine Optimization, sia i professionisti che se ne occupano.
Fino a un anno e mezzo fa, restavo perplesso da quel breve acronimo, che di tanto in tanto faceva capolino fra gli annunci di lavoro: grazie al Web, e alle tante persone - preparatissime - che lo animano, ho iniziato a capirci qualcosa.

Keyword, Link Building, penalizzazioni - tutti termini misteriosi che si sono fatti più chiari.

Eppure, sebbene comprenda l'interesse di aziende e professionisti, qualcosa mi è sempre sembrato stonato, ho sempre avvertito un vago disagio.

Dopo mesi di riflessione, sono riuscito a definire meglio i motivi della mia diffidenza verso la SEO - forse non vi giungeranno nuovi, ma diamo loro un'occhiata:


1 - Molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti


Ebbene sì - in tanti desiderano l'agognato posto al sole fra i primi risultati del motore di ricerca... ma siamo sinceri: quanti ci riescono?
D'altra parte, le posizioni in prima pagina sono limitate, in numero finito.
E se, come si dice, "Il miglior nascondiglio per un cadavere è la seconda pagina di Google", va da sé che la concorrenza sia spietata. Terribilmente spietata.
E sebbene l'uso delle long tail keywords possa venire in aiuto, non è detto che una soluzione del genere porti il traffico desiderato al nostro sito...
Se devo essere onesto, non so a quanti convenga tutta questa fatica - a meno che non si abbiano le risorse economiche e tecniche necessarie.


2 - Io sono Big G, dio tuo


Nota dolentissima, dal mio punto di vista: lavorare in ambito SEO significa non perdere di vista Google, neppure per un attimo.
Fonte suprema di autorità, dai subitanei capricci e dalla volontà indecifrabile - fonti ufficiali, semi-ufficiali, ufficiose, campate per aria... tutti dicono la propria, spesso contraddicendosi a vicenda, sull'ennesima modifica all'algoritmo (a sua volta più oscuro del Terzo Segreto di Fatima e della ricetta della Coca Cola messi insieme).


Opinioni da profano, certo - ma sufficienti a farmi dire:


Chi SE(O) ne frega!



Osceno e liberatorio.

Sia chiaro, non rifiuto la SEO in toto - le parole chiave e i link contano, ci mancherebbe!

Semplicemente, non sono disposto a dedicarle troppe energie...

...Energie che preferisco offrire a qualcosa di molto più importante, almeno per me: il Network.

Stringere legami sui social media, conoscere altri blog e chi li cura, scambiarsi visite e punti di vista, mettere in contatto persone diverse - sono attività molto più proficue per me.

Al posto dei concorrenti, degli amici "virtuali"; al posto del monopolio de facto di Google, un'ampia gamma di piattaforme da esplorare; al posto dello stress, il divertimento.

Nessuna corsa al primo posto, nessuna mors tua vita mea, anzi: più si è, meglio è!

Forse mi illudo, o forse no: ma se dovessi scegliere fra i due campi, saluterei la SEO per tuffarmi ancora più a fondo nella Socialsfera.

In ogni caso, preferisco dialogare con altri esseri umani che sbattere la testa contro le ubbie di Big G...




E ora, se sentite il bisogno di linciarmi, è il vostro momento! Ritenete che le mie idee siano sciocche? Volete difendere il valore della SEO?
I vostri commenti sono i benvenuti - coraggio!

Monday, 19 September 2016

3TTT - 3 Terribili Tipi da Twitter



Voci più o meno incontrollate a parte, Twitter è ancora fra noi, libero e indipendente.

A tirare un sospiro di sollievo con noi, nientemeno che i 3TTT (3 Terribili Tipi da Twitter). 

Forse li conoscete già, o forse no - in ogni caso, è probabile che ne abbiate notato le tracce fra i Trending Topics.

Oggi vorrei parlare di loro, perché, nel bene o nel male, la Twittersfera italiana non sarebbe la stessa grazie a loro.

Avvertenza - spesso abbaiano... e ogni tanto mordono!

Ciò detto, cominciamo!


1 - Fandom fanatici 


Vedete in tendenza il nome di un cantante, attore o artista? Avvistate il titolo di una serie televisiva
Allora i fandom (squadre di fan) sono in azione.

Descrizione: teenager (o anche qualche anno in più), sesso in prevalenza femminile, uso spropositato di emoji e GIF... questi i loro marchi di fabbrica.

Modus operandi: Giorno e notte, notte e giorno, trovano sempre qualcosa su cui twittare: una nuova stagione del loro programma preferito, un album a lungo atteso, una dolorosa rottura sentimentale fra i propri beniamini - le possibilità sono infinite.
Estremamente determinati e organizzati in modo quasi paramilitare, sono in grado di mandare in tendenza qualsiasi loro pensiero - un'abilità che qualunque Social Media "Coso" invidia loro, più o meno in segreto.
Sebbene siano per natura pacifici, possono sfoderare una notevole capacità offensiva qualora il loro idolo venga attaccato - non di rado le battaglie fra fandom rivali insanguinano le loro cronologie.

Sottospecie più conosciuta: gli Shippers, ovvero coloro che in modo più o meno arbitrario sognano di languide storie d'amore fra i propri beniamini - ragazza e ragazzo, ragazzo e ragazzo, ragazza e ragazza, bimbo e bimba, persona reale e personaggio di fantasia, gatto e ficus beniamina, moka e tostapane... insomma, ci siamo capiti

Hashtag usati più di frequente: qualsiasi titolo di serie TV, nomi di artisti vari, spesso in combinazioni quali #WaitingForX oppure #WeLoveYouY


2 - Caustici censori 


Avvertite un lieve malessere, il vostro umore si è appena guastato?
Allora potreste essere entrati in contatto con un Censore.

Descrizione: sui trent'anni, più di frequente maschi, tweet brevi e disadorni.

Modus operandi: In genere, si limitano a rimuginare fra sé e sé, al più lanciando di tanto in tanto un mesto cinguettio, quando scorgono l'ennesimo tormentone da fandom... 
E la caccia ha inizio: i romantici adolescenti sono infatti le loro prede naturali - criticarli per la loro frivola condotta, ricordar loro che al mondo esistono problemi ben più gravi di una lite fra i membri degli One Direction... che gioia!

Sottospecie più conosciuta: i Darwinisti, che di fronte a ogni eccesso dei fandom concludono con l'immortale sentenza: "L'Umanità merita l'estinzione!"

Hashtag usati più di frequente: gli stessi utilizzati dai fandom - altrimenti come fanno a trovare le proprie vittime?


3 - Ostili opinionisti 


Dove si parla di Politica, loro arrivano.

Descrizione: in genere sopra i quarant'anni, più spesso uomini, tweet spesso accompagnati da slogan e/o da volantini.

Modus operandi: loro si lanciano, punto. Rigidi sulle proprie posizioni, spesso grevi, e non di rado aggressivi: in una parola, insopportabili.
Di fronte a ogni scandalo, tragedia, ecc., hanno già la risposta giusta, la loro - e chiunque si permetta di dissentire è venduto, pecorone o - insulto degli insulti - buonista.

Sottospecie più conosciuta: i Complottisti - non si fidano dei politici, della stampa, degli studi scientifici... forse neppure della propria mamma.
Purtroppo, però, non dubitano mai di essere nel giusto.
Probabilmente su Twitter troviamo solo gli elementi più moderati - in fondo, i social network sono solo un progetto mondiale di dominazione delle masse, giusto?

Hashtag usati più di frequente: qualsiasi riferimento a vicende politiche, economiche e giudiziarie. I casi di cronaca e gli attentati terroristici sono poi prelibatezze ricercate.


Con questi tre gruppi, il Twitter italiano è tutt'altro che noioso, che ne dite?

Ogni tanto è divertente osservarne le danze... a distanza di sicurezza, s'intende!



E adesso, come sempre, la parola passa a voi: Quali sono per voi i Twitteri più singolari? Quali altre categorie inserireste fra i Terribili Tipi da Twitter?
Le vostre esperienze ed impressioni sono sempre le benvenute, a presto!


Friday, 16 September 2016

#GiovaniDiOggi - seconda puntata


Eccoci pronti per un nuovo weekend?

Occhi puntati sull'orologio, ultime scartoffie da eliminare e poi... via!

...Be', non prima di aver dato un'occhiata a questo post, spero!

Ecco la carrellata di "buone notizie" dal mondo dei Millennials per questa settimana:

  • Dal blog di Keliweb, una bella intervista a Sara Rossi, giovane professionista in ambito Web: se ancora avete pregiudizi sulla serietà dei lavoratori 2.0, vi consiglio di leggerla;
  • Dalla Gran Bretagna, ecco la storia di Will Broadway, studente ventiduenne inventore di ISOBAR, refrigeratore portatile in grado di conservare i vaccini alla giusta temperatura anche per lunghi tragitti; un'idea che potrebbe salvare milioni di vite nei Paesi più poveri.
  • Dall'EuroScientist, un'analisi sul crescente interesse dei giovani scienziati europei nei confronti delle energie rinnovabili e dello sviluppo sostenibile;
  • Infine, per gli amanti dei talent, una chicca: su StartupItalia!, conosciamo Karaoke One, il social network nato in Puglia per gli amanti del canto.

Insomma, ancora una volta i giovani under 35 hanno fatto parlare di sé in modo positivo - in barba ai soliti cliché stantii.


Se avete trovato qualche storia interessante che vorreste condividere, segnalatelo nei commenti :)
Buon weekend!

Wednesday, 14 September 2016

Tu, Voi, Noi - Le Persone contano!



Questo blog esiste da un anno e un mese.

Come vola il tempo, vero?

Post dopo post, commento dopo commento, ho cercato di definirne lo scopo, il pubblico potenziale e i contenuti, così come il famigerato tone of voice.

Il progetto è sempre in modalità work in progress, certo - perché panta rei, eccetera - ma nel complesso, le sue caratteristiche principali sono state stabilite senza troppi patemi d'animo.

Su di un punto, però, ho faticato a trovare un accordo con me stesso:




Può sembrare una sciocchezza, ma non lo è.

Il Tu, in apparenza più amichevole, a volte dà la spiacevole impressione di essere alquanto insinuante, quando non sfacciatamente salesy, da piazzista:

Tu sai di avere un problema. 

Il mio prodotto ti può aiutare. 

Tu DEVI comprarlo. 

Compralo subitooo!!!

Penso di aver reso l'idea ;)

Il Voi, che pure a volte uso, mi pare un po' freddo - mette una certa distanza fra chi scrive e chi legge.

Tre parole, una barriera.

Per questo, dopo averci pensato su, e ricordandomi del motivo che mi ha spinto ad inaugurare questo spazio sul Web, ho deciso di ricorrere, il più possibile al Noi.

NOI.

Per me, infatti, ciascuna condivisione, ciascun commento amplia ogni singolo post, lo trasforma.




Qui si interviene, ci si confronta, ci si sostiene a vicenda.

Il blog siamo noi!



E ora, proprio in questo spirito di comunità, vi lascio la parola? Come vedete il ruolo dei lettori nella vita di un blog, di un giornale, di una webzine?
I vostri commenti sono sempre i benvenuti, a presto! 

Monday, 12 September 2016

Fra Apple e Google... #TwitterInVendita?



Ci sono situazioni che tendono a ripetersi.

Le stagioni, i ribassi e i rialzi in Borsa, Miss Italia... e le voci sull'imminente vendita di Twitter.

Ebbene sì: ancora una volta, i rumors si fanno insistenti: fiaccato da dati poco incoraggianti, continue controversie, cyber-attacchi e da una concorrenza sempre più agguerrita, l'uccellino blu starebbe cercandosi un nuovo nido.

Nonostante i problemi, una diffusione planetaria e milioni di utenti possono far gola a molti - e in effetti c'è già chi si butta sul toto-compratore.

Microsoft
Improbabile - l'ambiziosa (e dispendiosa) acquisizione di LinkedIn ha già messo alla prova il suo budget, probabilmente.

Allora magari Facebook, il grande rivale? 
Ma perché mai? Con WhatsApp, Messenger e Instagram, la creatura di Mark Zuckerberg ha già molto da fare - in primis, abbattere Snapchat (anche a colpi di "emulazione spinta").

A conti fatti, i più probabili acquirenti potrebbero essere due: entrambi giganti in ambito tecnologico, entrambi in cerca di una testa di ponte valida nella Socialsfera.

Il primo?

La mela morsicata più famosa al Mondo, Apple.

Reduce dal seguitissimo Event del 7 settembre, il colosso di Cupertino aveva già fatto parlare di sé per l'improvvisa attivazione del proprio account ufficiale su Twitter, aperto anni fa ma rimasto finora inutilizzato.

Una mossa inaspettata, che qualcuno ha interpretato come l'inizio di rapporti più stretti fra le due società: ma fino a che punto?

L'altro pretendente, da Mountain View, sarebbe niente meno che Google.

Ammettiamolo - per quanto non sia il mortorio che molti temono, Google+, il rampollo di Big G, non è mai riuscito a competere allo stesso livello delle altre piattaforme social - il buon Andrea Toxiri, non del tutto a torto, lo definisce "un raccomandato senza talento".

Qualche comunità è molto attiva, si trova qualche contenuto interessante, ma... alla fin fine, i ritmi sono piuttosto lenti, e l'interazione fra gli iscritti latita.

Perché allora non allearsi con un network più dinamico, unendo le forze contro il predominio di Facebook?

I segnali di collaborazione fra le due compagnie non mancano - basti pensare all'inclusione dei tweet nei risultati del motore di ricerca, decisa oltre un anno fa.

Insomma, ambedue le opzioni sarebbero invitanti, non c'è che dire.

Personalmente, preferirei che Twitter continuasse a esistere e prosperare camminando sulle proprie gambe; tuttavia, se un giorno le circostanze lo richiedessero, assisterei con piacere alle sue "nozze" con Google.

Proviamo a immaginarlo - il Twitter che conosciamo e amiamo, con risorse finanziarie e umane ancora più ampie, e magari arricchito da gruppi sul modello di Google+, con la possibilità di utilizzarli ad esempio per le Twitter chat.

Un business potentissimo, ma senza un network adeguato e un network che non riesce a diventare un vero colosso.

Potrebbe anche funzionare, che ne dite?

Per ora, comunque, da Jack Dorsey & co. nessun accenno concreto a un'eventuale vendita.

Tutto tace - almeno fino al prossimo giro di pettegolezzi.


*** AGGIORNAMENTO, venerdì 23 settembre 2016 ***

Le voci si sono fatte ancora più concitate, con uno spettacolare rialzo in Borsa: Google, come abbiamo detto, è fra i principali pretendenti, insieme a SalesForce.

Restiamo in attesa...



E adesso, come sempre, a voi la parola: come vedete il futuro di Twitter? Se ne aveste il potere, pensereste a un'acquisizione? Da parte di chi?
I vostri commenti sono sempre i benvenuti, a presto!


Friday, 9 September 2016

Nuova Rubrica - #GiovaniDiOggi



Dando un'occhiata alle statistiche del blog, ho notato con piacere il successo del post "Dal Mentore scomodo alla Posta di Opportunity Seekers 2.0".

A distanza di oltre due mesi, infatti, le visite alla pagina continuano, così come i commenti sulle disavventure della povera Giulia, giovane stagista oppressa da una collega molto ostile nei confronti dei giovani.

In particolare, l'intervento di una lettrice (si firma Un'Altra Giulia) mi ha dato un'idea fantastica: data la mia propensione a confutare gli stereotipi generazionali (qui come su Proposta Lavoro), perché non ospitare sul sito una rubrica ad hoc?

Cara Un'Altra Giulia, eccoti accontentata!

Da oggi, ogni venerdì raccoglierò per voi notizie e riflessioni in grado di sovvertire i cliché sui cosiddetti Millennials.

Cominciamo subito!


Questo è soltanto l'inizio; anzi, se sul Web avete trovato qualche storia interessante su giovani talenti, citatela nei commenti, oppure scrivetemi all'indirizzo tandy1990az@gmail.com - saranno materiale per i prossimi post della serie.




I #GiovaniDiOggi ritornano il prossimo venerdì :)


Wednesday, 7 September 2016

C'è vita oltre i soliti social?



La nostra routine social - Facebook, Twitter, LinkedIn, magari Google+, poi un dubbio amletico fra Instagram e Snapchat (e pure Pinterest)...

Abbastanza impegnativa, vero?

Eppure, a volte si avverte l'esigenza di andare oltre, di guardare al di là dei soliti steccati virtuali...

Si aspira ad ambienti più tranquilli, con meno concorrenza; oppure a qualcosa di esotico - come WeChat; o ancora, a nuove fonti di traffico per il proprio blog 

Durante l'estate, ho effettuato qualche giro di ricognizione qua e là per il Web, alla ricerca di una piattaforma "alternativa"; ecco gli esiti dei miei vagabondaggi virtuali:



Nata in Spagna, da un po' di tempo se ne parla ad nauseam - e anche la Silicon Valley sembra averle puntato gli occhi addosso.
In breve, si propone come alternativa più vivace e soddisfacente a LinkedIn - piattaforma sulla quale ha condotto una campagna promozionale efficace, ma forse non molto elegante, puntando sull'insoddisfazione dei suoi utenti.
Gli iscritti, in base ai propri interessi professionali e personali, possono scegliere di aggregarsi ad "alveari", dove incontrare altri membri dai gusti affini.

Il mio parere: chiede troppi dati per l'iscrizione - in pratica ti scheda! Inoltre, a giudicare dai risultati di chi già l'utilizza, l'engagement promesso sembra ridursi ad un numero enorme di visualizzazioni per post, mentre like e commenti non sembrano molto numerosi.

Verdetto personale: Bye bye, beBee... 



Non molto diverso da StumbleUpon, ma con un design più essenziale e con meccanismi un po' più complessi, sebbene la navigazione sia più agevole

Il mio parere: avendo già StumbleUpon, non ha senso accanirsi con questa piattaforma.

Verdetto personale: Abbandonato quasi subito 



Più che un social network, una piattaforma per il bookmarking - ti piace un post? Lo condividi con un paio di clic, dopo aver selezionato il "canale" più appropriato.

Il mio parere: simpatico e facile da usare, i "canali" messi a disposizione sono però non molto specifici (per dirne una, non esistono le categorie "Social media" o "Startup", ma i più vaghi "Internet" e "Entrepreneurship) - "Facebook" e "Italy", però, ci sono.
Sebbene sia possibile seguire altri utenti, l'interazione è ridotta ai minimi termini - al massimo un "mi piace" a quanto postato dagli altri.

Verdetto personale: In prova 



Il principe delle risse 2.0, il covo degli internauti più polemici e mordaci - ah, e uno dei templi del Questions&Answers virtuale, quasi dimenticavo.
Facile da utilizzare, offre una gamma pressoché infinita di sotto-gruppi (subreddits), tra cui trovare quelle più congeniali ai propri interessi.

Il mio parere: qualche commentatore rabbioso a parte, è un'ottima scelta sia come miniera di materiale interessante (post, immagini, video), sia come fonte di traffico per il proprio blog o sito web (ma attenti a non spammare).

Verdetto personale: Adottata (mi trovate qui



Versione più "d'élite" di Reddit, si distingue tuttavia per la possibilità di compilare un profilo più completo, e di ospitarvi dei blog, nonché per il design differente - e dall'impossibilità di visualizzare gli aggiornamenti in ordine cronologico.
Mette a disposizione anche una sezione "Analytics" di semplice comprensione.
Al momento, è disponibile in Inglese e Spagnolo.

Il mio parere: rispetto al "rivale" Reddit, rende più facile seguire gli altri utenti e sviluppare una connessione con loro.  
Come "esca" per visitatori è forse meno efficiente, ma frequentando la community si impara molto.

Verdetto personale: Adottata (eccomi!) 



Da anni rifugio delle anime tormentate, la piattaforma di micro-blogging apparetenente (per ora) a Yahoo! può contare su un pubblico numeroso e fedele.
Di utilizzo intuitivo, permette di assegnare a ciascun aggiornamento uno o più hashtag, il che rende più semplice cercare di raggiungere i lettori "ideali".

Il mio parere: molto vivace, soprattutto dal punto di vista artistico - adolescenti e hipster costituiscono una parte considerevole dell'utenza totale, ma con un po' di pazienza si possono trovare diversi profili interessanti anche su altri temi.
Come fonte di traffico, per ora si dimostra un po' debole - ma forse dipende dalle dimensioni ancora esigue del mio network.

Verdetto personale: Adottata (qui il mio rifugio


E dal mio osservatorio sul Web, questo è tutto - almeno per ora 



Se avete avuto esperienze diverse con questi network, oppure desiderate suggerirne altri, siete i benvenuti.
A presto!

Monday, 5 September 2016

"Fa' ciò che ami" o "Ama ciò che fai"?



Gli esseri umani sono animali abitudinari.

Il nostro percorso evolutivo ci porta a scegliere sempre, quando possibile, la strada più semplice (non che sia sempre un male)...

Le abitudini sono facili, molto facili - così come le associazioni mentali.

Ad esempio, parliamo di Lavoro: quali concetti vi suggerisce?

Provo a indovinare - la maggior parte di noi avrà pensato a "Schiavitù" e "Passione".

Eccoli, i due poli tra cui si snodano i nostri percorsi professionali.

Sospinti dai nostri interessi e dalle nostre ambizioni, così come dalle nostre attitudini naturali e dalle nostre disponibilità economiche, sociali, ecc., cerchiamo di trovare la strada migliore per noi...

...in questo poco aiutati dai tanti messaggi discordanti che riceviamo dalle riviste, dalla televisione, dal Web.

Ad ogni intervista, ad ogni articolo, il rischio di imbattersi in dubbi atroci è sempre dietro l'angolo.

Fai ciò che ami, la passione ti porterà al successo, dice Tizio, startupper di successo.

Quindi i nostri impieghi fissi, dalle nove alle diciassette, sono conseguenza della nostra mediocrità? E i nostri tentativi di trasformare un hobby in business, falliti miseramente, ci piazzano un gradino più in basso rispetto al fantastico Tizio? 

Sii realista, cerca di amare ciò che fai, ribatte Caio, più pragmatico.

E anche qui, dubbi a non finire - i nostri sogni sono solo capricci? Dovremmo smettere di insistere con i sogni di gloria e mandare un bel cv a quell'azienda appena stabilitasi in città? 

Come fai, sbagli, a quanto pare.

La realtà, almeno secondo me, è molto più complessa.

Ogni occupazione, in misura variabile e da un punto di vista soggettivo, presenta lati positivi e negativi.

L'eccitante avventura come imprenditore o freelance può far pagar cara la "libertà" acquisita - la rincorsa a investitori e clienti, le entrate a singhiozzo e l'incertezza possono smorzare anche gli entusiasmi più ardenti.

D'altra parte, la monotona esperienza da dipendente può essere ravvivata da un buon rapporto con i colleghi, dai benefit aziendali... e da un reddito fisso.

In entrambi i casi, inoltre, le nostre preoccupazioni potrebbero essere premature - dopotutto, viviamo nell'Era del Lavoratore Surfista; panta rei.

In qualunque situazione, soppesiamo con calma ragione e sentimento, e soprattutto non facciamoci influenzare troppo da quel che leggiamo.

Di critici ed "esperti" ne troveremo sempre a bizzeffe sul nostro cammino - se dobbiamo sbagliare, facciamolo usando la nostra testa 




Senza altri indugi, a voi la parola: cosa ne pensate, e quali sono state le vostre esperienze? Ha vinto il cuore o la mente? Oppure entrambe? Oppure nessuna?
I vostri interventi sono benvenuti - alla prossima!